Il Case Study: “I Musei nella Sostenibilità”
Cos’è successo il 27 novembre alla Fondazione Rovati?
Si è tenuto l’evento “I musei nella sostenibilità”, che ha riunito istituzioni culturali, partner privati e pubblici per discutere di come affrontare le sfide della sostenibilità nel settore museale. L’evento, organizzato con il supporto di INTIRAIMI, Goppion, Md’A Design Agency, D.LAB, ICOM e Fondazione Luigi Rovati, ha dimostrato che la sostenibilità rappresenta un’opportunità straordinaria per leadership, creatività e collaborazione.
Qual è stato l’intervento di D.Lab per l’evento?
D.Lab ha contribuito all’evento con l’intervento di Adele De Vito che ha illustrato tre casi di successo internazionali: il Metropolitan Museum of Art (MET) di New York, il Rijksmuseum di Amsterdam e il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra. Questi musei hanno applicato con successo i principi del change management per affrontare trasformazioni complesse, dimostrando come metodologie strutturate possano guidare il cambiamento anche nel settore culturale.
Come ha utilizzato il change management il Metropolitan Museum?
Il MET ha intrapreso un percorso di trasformazione che ha coinvolto l’intera organizzazione, dalla revisione dei processi interni all’esperienza del visitatore. L’applicazione del change management ha permesso al museo di bilanciare tradizione e innovazione, gestendo la transizione verso nuovi modelli operativi in una prospettiva di sostenibilità a lungo termine senza perdere la propria identità storica.
Cosa rende unico il caso del Rijksmuseum?
Il Rijksmuseum rappresenta un esempio di trasformazione radicale gestita attraverso il change management. L’istituzione ha coordinato simultaneamente cambiamenti strutturali, tecnologici e culturali, mantenendo la propria identità e missione. La chiave del successo è stata la gestione integrata di cambiamenti multipli, integrando principi di sostenibilità in ogni fase del lungo processo di rinnovamento.
Qual è la lezione principale del Victoria and Albert Museum?
Il V&A ha dimostrato che il coinvolgimento delle persone è il fattore critico di successo. L’applicazione sistematica del change management ha facilitato l’evoluzione verso modelli più sostenibili e inclusivi, coinvolgendo tutto il personale nel processo. Questo approccio metodologico ha creato consenso e ridotto le resistenze, ponendo la sostenibilità al centro della strategia museale.
Come coniugare l’arte e il suo approccio conservatore con la necessità di innovarsi senza snaturarsi?
Questa è la sfida più complessa per le istituzioni culturali: preservare l’identità e la missione mentre si affrontano le trasformazioni necessarie per rimanere rilevanti. Il change management offre la soluzione perché fornisce metodologie strutturate che permettono di gestire il cambiamento in modo graduale e controllato, coinvolgendo tutti gli stakeholder. Il change management si inserisce in un contesto di progetto che parte da una visione e cerca di generare valore lungo tutto la sua gestione. Attraverso un approccio professionale, è possibile identificare quali elementi dell’identità organizzativa devono essere preservati e quali processi possono essere innovati, garantendo che la trasformazione sia sostenibile e rispettosa dei valori fondamentali dell’istituzione.
Perché la sostenibilità è così importante per i musei oggi?
I musei contemporanei affrontano sfide complesse: digitalizzazione, sostenibilità ambientale, coinvolgimento di pubblici diversificati e gestione di risorse limitate. La sostenibilità non è più un tema di nicchia ma un imperativo strategico che richiede approcci innovativi sotto molteplici prospettive: ambientale, economica, sociale e culturale. Il change management diventa essenziale per tradurre questa sensibilità in azioni concrete e risultati misurabili.
Quali sono gli elementi chiave emersi dai tre casi di successo?
Dall’analisi emergono cinque elementi fondamentali: il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder, l’utilizzo di un approccio strutturato e metodologico, una visione strategica di lungo termine, la sostenibilità come driver del cambiamento e la collaborazione tra settori diversi. Questi fattori, quando integrati attraverso metodologie certificate di change management, creano le condizioni per trasformazioni profonde e durature nelle organizzazioni culturali.
Chi ha reso possibile questo evento straordinario?
L’evento è stato realizzato grazie a un ecosistema di partner d’eccellenza: D.LAB con APMG di cui è ATO ( Authorized Training Organization), INTIRAIMI, Goppion, Md’A Design Agency e in collaborazione con ICOM e Fondazione Luigi Rovati. Il supporto istituzionale di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo ha confermato l’importanza strategica del tema, dimostrando che la sinergia pubblico-privato è fondamentale per affrontare le sfide della sostenibilità.







Cos’è il change management e perché è importante?
Il change management è una disciplina che fornisce metodologie strutturate per pianificare, implementare e monitorare i processi di cambiamento organizzativo. È fondamentale perché non basta avere buone intenzioni: servono strumenti concreti per gestire le resistenze, coinvolgere le persone e garantire che le trasformazioni producano risultati duraturi. Le certificazioni APMG e PMI attestano le competenze professionali necessarie per guidare questi processi complessi.
Perché i musei dovrebbero adottare il change management?
I musei sono organizzazioni complesse che possono trarre enormi benefici dall’adozione di approcci professionali alla gestione del cambiamento. Come dimostrato dai casi del MET, Rijksmuseum e V&A, il change management permette di gestire trasformazioni radicali mantenendo l’identità istituzionale, coinvolgendo il personale, riducendo i rischi e integrando la sostenibilità nella strategia. Senza metodologie strutturate, anche le migliori intenzioni rischiano di non tradursi in risultati concreti.
Chi è D.Lab e cosa offre?
D.Lab è un ente di formazione accreditato ATO APMG per il change management, Product Management, Lean & Six Sigma e Agile PM, ed è Professional ATP del PMI® per il corso di formazione “PMP® Exam Prep”. Offriamo formazione certificata e consulenza ai professionisti e alle organizzazioni che desiderano sviluppare competenze nella gestione dei progetti e del cambiamento. Come partner dell’evento alla Fondazione Rovati, ci impegniamo attivamente nel supportare anche il settore culturale nell’adozione di metodologie professionali.
Come D.Lab supporta le organizzazioni culturali?
D.Lab si pone come ponte tra le metodologie consolidate del project management e le esigenze specifiche del settore culturale. Supportiamo musei, fondazioni e istituzioni nella pianificazione strategica, gestione delle resistenze, implementazione di innovazioni sostenibili, misurazione dei risultati e sviluppo di competenze interne. La nostra esperienza dimostra che la contaminazione tra settori arricchisce la professione e produce risultati straordinari quando applicata con sensibilità al contesto.
Quali certificazioni offre D.Lab in change management?
D.Lab offre corsi di formazione per le certificazioni APMG in Change Management e AgilePM, oltre alle certificazioni PMI per il Project Management Professional (PMP). Queste certificazioni internazionali attestano le competenze professionali necessarie per guidare processi di trasformazione organizzativa complessi. I nostri corsi forniscono gli strumenti metodologici per pianificare, implementare e monitorare i cambiamenti in modo efficace, riducendo rischi e massimizzando i risultati.
Quali competenze si acquisiscono con la certificazione in change management?
Con la certificazione in change management si acquisiscono competenze per: pianificare strategicamente i percorsi di trasformazione, gestire le resistenze attraverso approcci strutturati di coinvolgimento, implementare innovazioni rispettando valori e identità organizzativa, misurare e monitorare i risultati delle iniziative, e sviluppare autonomia nella gestione del cambiamento continuo. Queste competenze sono trasversali e applicabili a qualsiasi tipo di organizzazione, dal business al settore culturale.
Perché scegliere D.Lab per formarsi nel change management?
D.Lab combina l’esperienza nella formazione certificata con una profonda comprensione delle sfide reali delle organizzazioni. Come dimostrato dalla nostra partecipazione all’evento sui musei, crediamo nella contaminazione tra settori e nell’applicazione concreta delle metodologie. Siamo accreditati dai principali enti certificatori internazionali (APMG, PMI) e ci impegniamo attivamente nel supportare le organizzazioni nei loro percorsi di trasformazione, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’innovazione.
Qual è la sfida del futuro per il change management?
La sfida è tradurre la crescente sensibilità verso temi come la sostenibilità in azioni concrete e risultati misurabili. Come emerso dall’evento alla Fondazione Rovati, la consapevolezza non basta: servono competenze professionali e metodologie strutturate. Il change management deve continuare a evolversi, integrando nuove sfide (digitale, sostenibilità, inclusione) mantenendo il rigore metodologico. D.Lab si impegna a formare professionisti preparati ad affrontare queste complessità.
Cosa hanno in comune i casi di successo presentati?
I tre musei condividono l’applicazione rigorosa di metodologie di change management, il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder e una visione strategica di lungo termine. Hanno tutti posto la sostenibilità al centro della trasformazione e hanno saputo bilanciare innovazione e tradizione. Questi casi dimostrano che, indipendentemente dal settore, quando le trasformazioni sono sostenute da competenze professionali certificate e approcci strutturati, i risultati possono essere straordinari.
Come posso iniziare il mio percorso nel change management?
Il primo passo è acquisire una formazione certificata attraverso corsi accreditati come quelli offerti da D.Lab. Le certificazioni APMG in Change Management forniscono una base metodologica solida e riconosciuta internazionalmente. Successivamente, è importante applicare queste competenze in contesti reali, anche attraverso progetti trasversali a settori diversi. Contatta D.Lab per una consulenza personalizzata e scopri quale percorso formativo è più adatto alle tue esigenze professionali.
Come posso contattare D.Lab?
Puoi contattare D.Lab per ricevere informazioni sui nostri corsi di certificazione in change management, AgilePM e PMP, o per richiedere una consulenza personalizzata per la tua organizzazione. Visita il nostro sito web (dlabtraining.it) per scoprire il calendario dei corsi, le modalità di erogazione e i dettagli sui programmi formativi. Siamo disponibili per supportarti nel tuo percorso di crescita professionale e nell’accompagnare la tua organizzazione nelle sfide del cambiamento.
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- Acquisire metodologie certificate internazionalmente
- Saper guidare trasformazioni complesse
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